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| Space
Shuttle Columbia |
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Alle
14h00 GMT circa di sabato 1 febbraio 2003, lo Space Shuttle
Columbia e' andato distrutto e hanno perso la vita i sette
astronauti NASA che erano a bordo.
Lo Space Shuttle Columbia, con a bordo il modulo Spacehab,
e' stato lanciato il 16 gennaio 2003 per una missione scientifica
(STS-107) della durata di 16 giorni. La missione si è
svolta a unaltitudine di 274Km con uninclinazione
di 39 gradi.
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La missione
STS-107 non era destinata alla Stazione Spaziale Internazionale
ma era una missione autonoma dello Space Shuttle e quindi
non cè stato ancoraggio alla ISS né cambio
di equipaggio.
La fase
di rientro dello Shuttle, in condizioni nominali, inizia circa
unora prima che la navetta tocchi terra, quando si trova
ancora a circa 8000Km dalla zona di atterraggio, il Kennedy
Space Center (KSC) in Florida. A quel punto la navetta si
trova ad unaltitudine di circa 170Km e viaggia a circa
28000Km/h. L Orbiter viene messo in posizione corretta
e i jet di reazione del sistema di controllo vengono accesi
per iniziare la discesa.
Circa
cinque minuti più tardi, a unaltitudine intorno
ai 120Km, inizia l entrata nell atmosfera superiore
che si effettua con una sequenza automatica monitorata da
un sistema di controllo presente a bordo. Durante questa
fase, a un altitudine compresa tra 81 e 49Km, si verifica
uninterruzione di comunicazione, in quanto i segnali
radio non possono passare lo strato di particole di gas
ionizzato che circondano la navetta. Questa fase dura circa
16 minuti. L intera fase di rientro può essere
effettuata con i comandi automatici oppure manualmente sotto
il controllo dellequipaggio.
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IPOTESI
RUSSA
Alcuni elementi lasciano capire, ad esempio secondo gli esperti
russi,che un errato angolo di ingresso nell'atmosfera abbia contribuito
allatragedia.
Dello stesso parere è l'astronauta italiano Umberto Guidoni,che
la prima volta volò proprio sulla navicella Columbia. |
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Ha
dettoall'agenzia Ansa: dalle immagini riprese sul cielo
del Texas si può ipotizzare che per questo motivo
"Lo shuttle si sia spezzato in almenotre parti,
il corpo centrale della fusoliera le ali.
Quello del rientronell'atmosfera è uno dei momenti
più critici nella missione deglishuttle. |
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Pochi gradi di errore possono provocare una catastrofe, l' angolo
di ingresso deve essere di 40 gradi sull'orizzonte, e cioè
conil muso della navetta leggermente verso l'alto.
Il margine massimo dierroere può essere di più o meno
3-4 gradi, altrimenti la navettadiventa ingovernabile".
Secondo Serghei Gorbunov, che per conto dell'ente spaziale Rosaviakosmosseguiva
il rientro a terra del veicolo americano, i russi hanno visto"un
pezzo che si staccava" dallo shuttle. In quel momento il Columbia
viaggiava sui 5-6 chilometri al secondo, con i motori spenti: ogniminima
deviazione, a parere di Gorbunov, in quelle condizioni potrebbeavere
avuto gravi conseguenze. L'entrata nell'atmosfera con un angolosbagliato,
infatti, altera le condizioni di attrito sulla superficiedello shuttle,
modificando la temperatura prevista, condizione che ilrivestimento
esterno non può sostenere.
Il portavoce dell'ente spaziale russo ha insistito sul tema dell'usuradei
materiali del Columbia (cioè sulla sua vetustà) giudicando
dallatraiettoria presa dai rottami dello shuttle che sono andati
tutti nellastessa direzione. Si sarebbe insomma trattato di una
disintegrazionedella struttura, più che di un'esplosione. |
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"SI
ERA ROVINATA AL MOMENTO DEL LANCIO"
Un'altra ipotesi è stata formulata dal professor Sergio
Vetrella, presidente dell'Agenzia spaziale italiana: ricordando
che al momentodella partenza si era visto il distacco di un elemento
del serbatoioprincipale, che "era andato a colpire l'ala
sinistra dello shuttle", ilprofessore ipotizza che la navicella
"fosse rimasta danneggiata almomento del lancio di partenza
e, al rientro, l'impatto con l'atmosferapuò ave provocato
il cedimento strutturale che ha causato la tragedia".
Alla partenza sembra che anche alcune piastrelle della protezionetermica
si fossero distaccate, ma questo era già avvenuto in precedentidecolli
di shuttle, senza conseguenze.
LA NASA
Ron Dittemore, responsabile del programma shuttle, ha riconosciuto
che c' era stato l'impatto al decollo, proprio sull'ala sinistra.
Venerdì scorso, a un responsabile Nasa, Leroy Cain, era
stata posta unadomanda proprio a proposito del possibile danneggiamento
subito in fasedi decollo e la risposta era stata che, secondo
analisi degli ingegneriNasa, il danno doveva comunque essere di
minore entità, ribadendo chenon c'erano preoccupazione
per la navetta.
Pur sottolineando che ogni ipotesi resta aperta, il direttore
delprogramma shuttle Dittemore ha spiegato che i tecnici avevano
rilevatole prime indicazioni di un problema 7-8 minuti prima della
perdita dicontrollo del velivolo: per la precisione, una perdita
dellatrasmissione dati provenienti dall'ala sinistra.
La Nasa ha confermato di avere perso i contatti con la navicella
alle 15ora italiana, le 8 del mattino nel centro di controllo
della missione aHouston.
Molti testomoni oculari confermano ciò che è visibile
nelloscioccante filmato della tragedia: l'esplosione in volo,
la scia biancanel cielo sereno del Texas, di un grande oggetto
che cade, che sidivide, che si frantuma in tante scie più
piccole.
La robustezza della cabina interna e l'alto grado di resistenza
delletute lasciano ipotizzare che non tutti gli astronauti siano
morti almomento dell'esplosione. L'esperto tedesco Koelle ha puntualizzato:
in ogni caso entro 10 secondi dalla sciagura.
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