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IPERREALISTI
Il Chiostro del Bramante e Chrysler presentano
la più grande mostra mai realizzata in Italia sugli
Iperrealisti.
Una selezione di oltre cento dipinti
dalle più importanti collezioni Europee ed Americane.
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5 aprile al 15 giugno presso il Chiostro del Bramante, Roma
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Il
Chiostro del Bramante e Chrysler, in collaborazione
con lAssessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport
e Turismo della Regione Lazio e lAssessorato alle
Politiche Culturali del Comune di Roma, presentano,
per la prima volta in Italia, la più grande mostra
mai realizzata sugli Iperrealisti, che si svolgerà
dal 5 aprile al 15 giugno 2003.
La mostra, curata da Gianni Mercurio con Wolfgang Becker
e Louis K. Meisel, con la direzione artistica di Mirella
Panepinto, presenta una vasta selezione di opere (oltre
cento dipinti) provenienti da collezioni europee e americane
che ripercorrono il lavoro dei più importanti
pittori iperrealisti americani dagli anni Settanta a
oggi, con una sezione riservata a giovani artisti che
hanno aderito a questa tendenza. Il catalogo, edito
da Viviani Arte, contiene saggi di Wolfgang Becker,
Carlo Fabrizio Carli, Leda Cempellin, Gianluca Marziani,
Louis K. Meisel e Gianni Mercurio.
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| Liperrealismo
è una tendenza artistica manifestatasi
alla fine degli anni Sessanta in America e in
Europa, alla quale singole individualità
artistiche hanno aderito conservando peculiarità
personali sia nella scelta degli oggetti che della
tecnica della rappresentazione, come avvenne per
gli artisti della pop art che li precedettero;
da questultima indubbiamente liperrealismo
discende non solo per laffinità nelle
scelte tematiche ed iconografiche, ma sopratutto
per la condivisione di una delle strategie di
base del pop, cioè di rappresentare un
dipinto come una replica fedele in due dimensioni
di unimmagine esistente.La pop art è
in sostanza il precedente che ha reso possibile
liperrealismo: il suo stile supervisivo,
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la
sua estetica radicata negli artefatti visuali della
cultura di strada, è impensabile senza lantefatto
pop.Nelle tematiche iperrealiste convergono quindi figurazioni
oggettuali, mezzi di comunicazione, vita quotidiana
nelle sue manifestazioni più banali, paesaggi
urbani: la corrispondenza è evidente; ma, ancora,
la pop art - nelle parole di Alberto Boatto, già
nel 1967- accentua la sua attenzione sullimmagine
o, meglio, finisce per abolire ogni distinzione canonica
tra oggetto ed immagine, giacché nella civiltà
dei mass-media, predominando su ogni altro aspetto della
realtà quello visivo, tutto è immagine
o viene ridotto ad immagine.
Gli iperrealisti (in America photorealists)
pongono alla base del loro lavoro lutilizzazione
dellimmagine fotografica quale soggetto
dellimmagine pittorica e nel dialogo
tra pittura e fotografia essi hanno come obiettivo il
ricevere e restituire informazioni oltre quelle percepibili
dallocchio umano. La fotografia per gli iperrealisti
è il miglior soggetto che si possa pensare: è
immutabile, assoluta, dunque autonoma e incondizionata,
senza alcuno stile; di qui il senso di totale spersonalizzazione
dell'immagine, di assoluta asetticità, che prefigura
tuttavia una certa astrazione, nonostante la resa di
scene "più vere del vero" caratterizzate
da una fredda perfezione illusionistica. Il risultato
conduce ad una perdita, rispetto alla pop art, della
carica destabilizzante e metaforica, animatrice
o dissacratrice del reale, che si diluisce in
posizioni tautologiche nella riproposizione sulla tela
di immagini di seconda generazione, in un
autocontrollo che produce la perfezione del gesto e
lassenza di gestualità. Il rapporto con
la realtà si riduce ad un rapporto visivo, privo
di sensazioni, marcando così il distacco dal
realismo urbano americano degli anni 30 e 40,
che pure è stato individuato quale altra poetica
generatrice delliperrealismo. |
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Il
carattere di pura mimesi di una realtà di seconda
mano (la fotografia), ma soprattutto la volontaria sospensione
di ogni giudizio critico su ciò che è
rappresentato, in anni di arte concettuale, critica
radicale e di snobismo culturale, come furono appunto
gli anni 70, hanno attirato sugli iperrealisti
spietate stroncature e feroci attacchi (ricordiamo qui,
solo per citare gli italiani, Gillo Dorfles e Giulio
Carlo Argan), ma anche interpretazioni e approfondimenti
critici convincenti (Corrado Maltese e Italo Mussa).
La mostra offre loccasione, a più di trentanni
di distanza dalla sua nascita, di una rilettura
distaccata e forse più aderente del lavoro di
questi artisti, alla luce anche degli sviluppi nel rapporto
tra pittura e fotografia che hanno portato alla diffusione
delle espressioni artistiche extrapittoriche degli ultimi
anni. Sarà possibile quindi conoscere a fondo
il lavoro di Robert Cottingham, che sottrae le ombre
e la luce naturale ai suoi dipinti di insegne pubblicitarie,
soggetto unico e al contempo sempre diverso, usandole
come punto di partenza di uno schema compositivo e ripercorrendo
in qualche modo lesperienza di Roy Lichtenstein
con i cartoons; nei dipinti di Richard Estes sono invece
sottratte al soggetto principale (una scena urbana)
le figure umane (che distraggono troppo)
e la composizione si complica con linserzione
di elementi tratti da scatti fotografici differenti
sulla stessa inquadratura per arricchire di dettagli
e informazioni la scena in una sorta di sintesi spazio-temporale;
nelle ambientazioni di interni (per lo più caffè
e fast-food) e negli still-life di Ralph Goings, i riflessi
prendono il posto del movimento, mentre Don Eddy pone
laccento sulla struttura cromatica della composizione;
allineati alla definizione più rigorosa del pop,
Charles Bell e David Parrish producono coloratissimi
oggetti di un mondo di plastica. Allinterno della
mostra sarà presente unarea con opere di
Iperrealisti ispirate al design automobilistico che
ritraggono alcuni soggetti Chrysler. Sponsor
unico della manifestazione, Chrysler è il marchio
automobilistico americano che più di altri è
riuscito a fondere stile e design in prodotti assimilabili
ad opere darte contemporanea: un legame con il
mondo artistico che trova nella mostra degli Iperrealisti
la propria naturale espressione.
5 aprile 15 giugno 2003
Chiostro del Bramante - Via della Pace
00186 Roma
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00
sabato dalle 10.00 alle 23.30 lunedì chiuso
Ingresso € 8.00-6.00 - Info: 06 68809098 |
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