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| Wim
Wenders |
| Da
quel momento Wenders ha cominciato a fare esperimenti con
la macchina da presa, dapprima evidenziando un realismo esasperato
nelle inquadrature e poi, una volta compresa l'importanza
della colonna sonora, sperimentando ampiamente le tecniche
di contrappunto tra le immagini e la musica rock - un elemento
che si ritrova praticamente senza interruzione nei suoi film. |
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| A
partire dal 1973 Wenders si è cimentato
con la tematica del viaggio che lo ha portato
a realizzare tre film ormai divenuti celebri sotto
la denominazione di Trilogia della strada (Alice
nelle città 1974, Falso movimento 1974,
Nel |
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corso del tempo 1976). In seguito Wenders ha deciso di tentare
la strada dell'emigrazione negli USA, cedendo anche alle insistenti
richieste del regista americano Francis Ford Coppola che lo
invitò nel 1979 a realizzare un film sulla vita del
detective-scrittore Dashiell Hammett (Hammett 1982).
Rientrato provvisoriamente in Europa, Wenders ha ottenuto
nel 1982 il Leone d'Oro alla Mostra Internazionale del Cinema
di Venezia con il film Lo stato delle cose, a cui ha fatto
seguito nel 1984 un altro prestigioso premio, la Palma d'Oro,
ricevuta al Festival di Cannes per il film Paris, Texas. Seguì,
nel 1987 il celebre Il cielo sopra Berlino. Dagli esordi fino
ad oggi, Wenders ha praticamente esplorato tutti gli aspetti
delle tecniche cinematografiche che la moderna tecnologia
gli ha messo a disposizione. A questo proposito non si può
non ricordare il film del 1991 Fino alla fine del mondo, nel
quale Wenders ha compiuto esperimenti nel campo dell'Alta
Definizione. Lisbon storys (1994) e Al di là delle
nuvole (1995), quest'ultimo girato insieme a Antonioni, sono
state le tappe successive.
Nel 1997 ha girato a Los Angeles Crimini invisibili, con musiche
curate dal cantante degli U2 Bono. Il suo amore per la musica
si esprime anche in Buena Vista Social Club, girato nel 1998
a Cuba. In occasione dell'edizione 2000 del festival cinematografico
"Berlinale" è uscito il suo ventesimo film
The Million Dollar Hotel. |
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Wenders
è uno degli autori europei più rispettosi
di un modo di fare cinema che lasci allo spettatore
il tempo di riflettere.
È un amante della lentezza narrativa, rispettoso
dei tempi delle storie e di quelli dei suoi personaggi.
Le storie di Wenders hanno spesso preso lo spunto
da episodi talora anche banali, ma la dimensione personale
e intimistica del cinema di Wenders va sempre tenuta
presente in un'ottica più ampia di introspezione
dell'animo umano.
Importante appare anche l'esigenza del regista di
restituire all'immagine una sua purezza che giustifichi
il fatto di essere mostrata alle altre persone. Da
qui nasce anche la ricerca del regista di creare una
narratività mediata soprattutto dalle immagini.
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| Un
amore, questo per le immagini, di cui il regista non
ha mai fatto mistero e che costituisce forse la chiave
di lettura più appropriata per andare alla scoperta
delle sue opere. |
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