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Teatro Vascello |
Franco
Branciaroli interpreta In Exitu
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presenta come un vero e proprio evento,
quello che Franco Branciaroli
ripropone, con un importante ritorno a Roma
dopo il debutto del 1988 alla Pergola di
Firenze e la tappa, l'anno successivo, al
Teatro Valle: In Exitu,
è un testo di drammaturgia poetica,
in forma di monologo, che da capolavoro
della letteratura contemporanea ha trovato
nel teatro il suo mezzo ideale di comunicazione.
Allora, fu lo stesso Giovanni Testori a
trasporlo da romanzo a testo teatrale, adattandolo
alla scena sulla quale egli stesso si provò
accanto al suo interprete.
Oggi, la sensibilità di Branciaroli
riafferma, in sola lettura, il calvario
dolorosissimo del protagonista Gino Riboldi.
Ambientato alla Stazione Centrale di Milano
(dove fu proposta la sua prima rappresentazione)
il personaggio di Testori è un omosessuale
eroinomane che, sul punto di morire, passa
in rassegna la propria esistenza: nel delirio
dell’ultima dose, come una bestia
ferita che urla, Gino bestemmia ed impreca
orrendamente, intravedendo tuttavia la luce
di quel paradiso perduto che gli riserva,
nonostante tutto, la sua blasfema preghiera
di agonizzante.
Una serata di poesia estrema che scandisce,
come in una via crucis, i brevi paragrafi
di quello che nasce come romanzo: una scrittura
decisamente figurativa e durissima che prende
a prestito espressioni gergali contemporanee
e sonorità del dialetto antico, spezzettando
e reiterando frasi e locuzioni come fossero
litanie e preghiere, ora in prima persona
ora in terza. Tragica e maledetta l’invettiva
alla città di Milano che diventa
il simbolo di quella civiltà malata
contro cui questa vittima sacrificale non
smette di allungare il suo sguardo devastato
e profetico.
Scuotendo e suscitando le reazioni più
diverse e tumultuose nella coscienza del
pubblico, Branciaroli vinse un applauditissimo
Premio Ubu nel 1988. Da quell’esperienza,
che inaugurò la collaborazione artistica
tra l’attore e il Testori direttore
artistico del Teatro de Gli Incamminati,
nacquero diversi progetti: quella comunemente
detta Branciatrilogia Prima – che
si apre con In Exitu per proseguire in Confiteor
e Verbò – alla quale seguì
poi la Braciatrilogia Seconda – Sfaust,
Regredior e SdisOrè - rappresentati
al Piccolo Teatro e al Teatro Nazionale
di Milano, completando e coronando con la
regia il rapporto assoluto e totale che
Giovanni Testori instaurò col teatro. |
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