Un
piccolo percorso rintracciato entro la linea immaginaria
di una possibile poetica del Sud, di quel teatro che
esiste in tragedie assolute e definitive, nella vulcanica
e sorprendente energia del dolore, nelle emozioni
coinvolgenti di certo teatro contemporaneo.
Se ne parla in un convegno Il Teatro e il
suo Sud proposto dall’Eti al Teatro
Vascello venerdì 16 aprile 2004
(dalle ore 15) - introdotto dal Presidente Domenico
Galdieri - in cui Luciana Libero,
giornalista e consigliere dall’amministrazione,
intrattiene delle conversazioni aperte su questo sistema
linguistico ricco di diversi piani e appartenenze
magico - simboliche.
Un’espressività artistica, mai limitata
al territorio ma spesso radicata in esso, anche quando
le regioni e i paesi finiscono per rimanere fermi
e inermi, senza la risposta di amministrazioni e istituzioni
che rifiutano, di fatto, un portentoso bagaglio creativo.
Sono realtà pulsanti che, talvolta abbandonate
dal luogo d’origine, si riscoprono invece in
altri luoghi e in altri spazi, infiorescenze, embrioni
in crescita della giovane drammaturgia contemporanea.
Un vissuto antico di tradizioni alte che gli attori
e gli artisti - Peppe Lanzetta e
Vincenzo Pirrotta, Pasquale
De Cristofaro, Giancarlo Cauteruccio,
Ulderico Pesce, Lello Serao,
Nuccio Siano, Francesco Suriano
e Luisa Stella, insieme con i direttori
Ninnì Cutaia e Mario
Martone, gli operatori Paolo Aniello,
Franco Ungaro e Rocco Laboragine,
le compagnie Crest e Kismet,
col contributo dei giornalisti Nico Garrone,
Andrea Porcheddu, Nicola
Viesti e un pubblico attento - testimoniano
quali tappe complementari alla vita della scena.
Ancora un’altra strada, tra politica culturale
ed etica estetica, per delineare percorsi enucleare
progetti, organizzare proposte.
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