Il
danaro è la fonte d'ogni
male. Quante volte abbiamo
inteso pronunciare questa
frase. Il concetto che porta
è diventato uno dei
luoghi comuni più vieti
della sottocultura di massa.
Abbiamo finito per crederci,
anche i migliori di noi sono
caduti in questa trappola.
Quest'ignobile topos si è
sincronicamente legato ad
uno dei più frusti
e necrofori pregiudizi del
mondo occidentale che ha tentato
persino un pensatore d'eccezionale
grandezza come Karl Marx:
l'ebreo è il padrone
del danaro, l'ebreo vive per
il danaro, tutti gli ebrei
rigurgitano per natura di
danaro, ogni ebreo è
avido di danaro. Questo spettacolo
si propone l'ambizioso intento
di attuare una rivoluzione
copernicana nei confronti
del calunniato circolante
attraverso un ribaltamento
etico. Presupposto di quest'ardua
impresa è il seguente
assioma: l'uomo, non il danaro
è la fonte di tutti
i mali che ci affliggono!
E' dunque la sclerosi mentale
che conforta l'umana mediocrità
ad impedirci di cogliere il
luminoso paradosso attraverso
il quale, la relazione con
il denaro, diventa creativa
e alta. Un tale paradosso
è stato il grimaldello
degli ebrei nella loro bimillenaria
vicenda di paria senza terra.
L'ebreo il cui unico talento
è lo studio, costretto
con violenza al danaro, ha
saputo inventare con esso
una dolorosa via alla redenzione,
pagando tutti gli scotti dovuti
da chi è odiato per
invidia. Un'orchestrina sgangherata,
una cantante, un narratore
e un paio di attori di dubbia
reputazione daranno vita ad
un progetto di patria senza
frontiere con il bistrattato,
ma agognato contante per fondare
una nuova relazione che rigetti
la perversione del liberismo
falso, bugiardo ed iniquo
così come la moralistica
e beghina rigidità
dei protestatari soi disant.
Canti, musiche, riflessioni,
witz, danzette, epopee e iridescenze
letterarie saranno come in
ogni teatro basso che si rispetti,
gli strumenti attraverso i
quali, questo burlesque grottesco
e tragicomico pagherà
il riscatto per redimere l'oro
e consegnarlo ad un nuovo
destino.
Gli spettatori potranno accedere
finalmente alle informazioni
ed al know how che permetterà
loro di diventare finanzieri
ebrei. Saranno così
sconfitte le nebbie dell'odio
e verranno aperte nuove vie
per navigare nel procelloso
mare della new economy per
la conquista della consapevolezza
che una catastrofe finanziaria
può essere solo la
premessa di un nuovo radioso
affare. |