|
|
Compagnia
delle Indie Occidentali
Maria Stuarda
di Dacia Maraini |
| |
|
|
La
Compagnia delle Indie Occidentali
ha sempre avuto un attenzione particolare
per gli autori contemporanei e soprattutto
per quelli che scrivono direttamente
"sulle tavole del palcoscenico".
Da due anni circa Mariangela D'Abbraccio
e Francesco Tavassi sono entrati a
pieno titolo nel percorso di indagine
espressiva e drammaturgica che la
Compagnia svolge dalla sua costituzione.
Quest'anno abbiamo sposato la loro
idea di affrontare un testo di Dacia
Maraini, scrittrice fra le più
eclettiche del nostro paese e fra
le più rappresentate all'estero
ma, soprattutto, è di quelle
rare autrici che il Teatro "lo
scrive sul palcoscenico".
|
|
| Maria
Stuarda, testo tradotto in ventidue
lingue messo in scena con quarantotto
regie diverse (soprattutto estere)
è una riflessione sulle donne
e il potere, ma anche un viaggio
nell'universo femminile vissuto
dai doppi ruoli, nei quali le due
attrici si cimentano, alternativamente
della regina e della serva e della
serva e della regina.
Il gioco ossessivo dello scambio
delle parti si sviluppa, comico
e provocatorio allo stesso tempo,
in una sottile ricerca dell'essere
femminile tra ragione di Stato e
sentimento.
Per questo progetto di spettacolo,
saranno per la prima volta insieme
sul palcoscenico Mariangela D'Abbraccio
ed Elisabetta Pozzi, due giovani
prime donne della scena italiana
di grande talento, che, nel loro
personale percorso artistico, si
sono già cimentate con personaggi
altrettanto forti e di grande impatto,
visitando sia personaggi antesignani
dell'intelligenza femminile moderna,
che di grandi figure classiche.
|
|
| Il
progetto registico di Tavassi intende
sviluppare il percorso affascinante
delle due interpreti in un carosello
dal ritmo sostenuto che avvalendosi
di una macchina teatrale progettata
da Chiti porterà le due attrici
su piani e prospettive diverse valorizzando
la scrittura graffiante del testo
dagli umori forti ed ossessivi.
Attraverso i due personaggi storici,
si sottolinea non solo l'opposizione
di uno stesso potere ma, soprattutto,
la difficoltà dell'essere
"donne" legate da vincoli
di sangue e legami di affetto, che
combattono per le loro scelte politiche
e religiose; combattimento che vedrà
Maria travolta dalla passione, complice
la propria fragilità, mentre
Elisabetta saprà dominare
i sentimenti prendendo quelle decisioni
che il potere impone. |
|
|
| Altri
elementi di forte impatto visivo
e acustico saranno le luci di Ascione
che attraverso trasparenze di tulli
andranno a valorizzare i costumi
quasi sculture della Donadio, le
musiche ed i suoni di D'Angelo sottolineeranno
la cattiveria ed il grottesco della
recitazione. |
|
|
|
|