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A lezione con Norman Foster: un viaggio con il nobel dell'architettura ecologica del Terzo Millennio
 
Conferenza 27 novembre 2003 - ore18.00
Università "La Sapienza" - Aula Magna - P.le A. Moro 5 - Roma
 
Grattacieli bioclimatici con terrazzi-giardini alberati, specchi di vetro riflettenti muniti di schermi mobili “sunfollowing” automatizzati e alimentati da cellule fotovoltaiche, una stazione ferroviaria coperta da una lunga vela tagliata a diaframmi, versione avveniristica delle imponenti “gallerie dei treni” tipiche dell’Ottocento.
Norman Foster, l’architetto delle risorse rinnovabili, dei sistemi combinati per il recupero del calore, simbolo di un’architettura high tech a misura d’ambiente, incontra gli studenti nella conferenza “Dalla Natura all’Architettura: costruire per il nuovo millennio” organizzata dalla Facoltà di Architettura “L.Quaroni” de “La Sapienza”.
Un appuntamento per scoprire progetti, opere e segreti di un’architettura sostenibile, attenta alla dimensione sociale e capace di misurarsi con la tecnologia nel pieno rispetto della tradizione

Biografia
Nato nel 1935, Norman Foster si è laureato in Architettura e Urbanistica all’Università di Manchester ed ha proseguito gli studi con un Master a Yale. A partire dal 1963 ha realizzato edifici in ogni parte del mondo. Nel 1983 ha ricevuto la RIBA Royal Gold Medal per l’architettura e successivamente gli sono stati attribuiti premi e riconoscimenti accademici da numerose istituzioni nazionali e internazionali.
Nel 1999 ha vinto il 21° Pritzker Architecture Prize (Nobel per l’Architettura), in particolare per il suo impegno nella difesa dell’ambiente, e nello stesso anno è stato insignito dalla Regina d’Inghilterra del titolo di Lord of Thames Bank.

La sapienza costruttiva di Norman Foster sperimentata nell’arco di un quarantennio si estende dalle case di abitazione e dagli spazi commerciali (per Cacharel, Repsol, Asprey) alle sedi di istituzioni finanziarie (Hongkong and Shangai Bank, Commerzbank a Francoforte, Citibank e HSBC a Londra) e alle grandi sedi societarie (JC Decaux a Bordeaux, Swiss Re a Londra, Jushi in Shanghai); dai progetti urbanistici (Città di Nîmes, San Giuliano a Milano) ai ponti (il ‘Millennium’ a Londra, il viadotto di Millau in Francia), ai trasporti (Aeroporto di Stansted, stazione di Canard Wharf, Londra e Dresda), agli edifici per le comunicazioni (la Torre di Collserola a Barcellona, detta ‘el Pirulì’); dai centri congressuali e fieristici (Valencia, Glasgow ) alle facoltà universitarie (Imperial College di Londra, Petronas University di Kuala Lumpur, Libera Università di Berlino, Oxford, Università Robert Gordon di Rotterdam, Università di Oxford e Cambridge), agli Istituti di Ricerca (Medical Research buildings for Stanford University), alle biblioteche; dalle sedi di istituzioni governative (la Suprema Corte di Singapore in costruzione, il Reichstag di Berlino) agli impianti industriali e sportivi (Wembley, in costruzione). Una attenzione particolare Foster ha sempre dedicato all’architettura per l’arte e la cultura: il Museum of Fine Arts di Boston in costruzione, la Great Court del British Museum, il Sainsbury Centre of Visual Arts, il Carré d’Art a Nîmes che si confronta con l’edificio romano più famosi di Francia, la Maison Carré.

 
 
 
 

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