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Farmindustria e Università "Campus Bio-Medico",
una partnership per l'Africa

 
 
La povertà e la precaria situazione sanitaria di numerose aree dei Paesi in Via di Sviluppo (PVS) sono fattori di una realtà sempre più drammatica e in continua crescita. AIDS, tubercolosi e malaria, insieme a diverse altre patologie infettive, sembrano rappresentare le conseguenze più
evidenti della condizione di povertà di queste popolazioni, e costituiscono anche uno dei principali freni alla loro crescita economica e sociale. Lo scenario è ancora più complesso se si considera l'insieme di patologie, in particolare cardiovascolari, emergenti dalla progressiva occidentalizzazione dello stile di vita e delle abitudini alimentari di questi paesi.

Intervenire in questo contesto è l'obiettivo del Progetto di Formazione per la Salute nell'Africa Subsahariana promosso da Farmindustria e Università "Campus Bio-Medico" di Roma. Il progetto, presentato in Campidoglio lo scorso 21 novembre, alla presenza di Girolamo Sirchia (Ministro della Salute) di Valter Veltroni (Sindaco di Roma), di Alberto Michelini (Rappresentante del Presidente del Consiglio per il Piano "Azione Africa) di Joaquin Navarro-Valls (Direttore della Sala Stampa della Santa Sede), prevede due anni di formazione professionale del personale sanitario per dare risposta a una precisa esigenza: sviluppare competenze in vari settori sanitari (assistenza, gestione ospedaliera, educazione a un corretto utilizzo dei farmaci e delle tecniche farmaceutiche) per combattere le malattie più diffuse e per migliorare l'organizzazione delle strutture sanitarie.

 
Un'attiva collaborazione tra il mondo imprenditoriale e quello universitario con il pieno coinvolgimento di due poli locali, come partner del progetto, scelti in base alla produzione scientifica e ai rapporti internazionali con altre strutture sanitarie: il Centre Hospitalier Monkole di Kinshasa (Rep. Dem. del Congo) e il St. Mary Lacor Hospital di Gulu (Uganda).

L'obiettivo formativo riguarda il trasferimento di competenze riguardanti la ricerca clinica ed epidemiologica come prevenzione e l'appropriato uso dei farmaci per patologie specifiche ad alta diffusione locale. Oltre alla formazione in loco degli operatori e l'invio di personale specializzato, il progetto prevede anche borse di studio trimestrali presso strutture sanitarie italiane e la prosecuzione del monitoraggio delle attività via internet.

La scelta di Farmindustria e Campus Bio-Medico di sviluppare la competenza tecnico-sanitaria in Uganda e Congo, scaturisce dalla consapevolezza che, solo attraverso un'adeguata formazione del personale locale l'impegno dei paesi più sviluppati a favore delle popolazioni africane può avere un impatto positivo e duraturo. Sarà così possibile perseguire la professionalizzazione nel Sud del mondo e al tempo stesso accrescere l'"umanizzazione" nel Nord.

Nel 2004, al termine delle attività previste dal progetto, si svolgerà un convegno con rappresentanti dei Paesi africani coinvolti ed esperti nel settore della cooperazione per la presentazione dei risultati scientifici e formativi dell'intera esperienza.

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